29.3.17

Canon Selphy CP1200


Mesi fa avevo incrociato su youtube una recensione di un vecchio modello, effettivamente mi aveva incuriosito ma non mi aveva colpito abbastanza, oggi invece ho per le mani la sua ultima versione e sono felice come un bambino.
Sto parlando della Canon Selphy, per la precisione il modello CP1200, ed in teoria questa stampante non dovrebbe interessarmi neanche adesso.
Non dovrebbe interessarmi perchè è stata concepita per operare spalla a spalla con smartphone e tablet, dai quali è possibile inviare via wifi le foto grazie ad una app dedicata, ed ogni suo aspetto software è evidentemente cucito su misura per soddisfare le esigenze di utilizzatori generalisti senza troppe pretese, soggetti totalmente disinteressati al mondo della fotografia a 360°.
Quindi?
Quindi io non c'entrerei niente se non fosse che alzando il (piccolo) cofano della Canon Selphy si scopre un cuore pulsante con indubbie potenzialità che, se sfruttate a dovere, possono soddisfare anche gli appassionati di fotografia.
Canon Selphy è una piccola stampante (180 x 135 x 63 mm) in grado di stampare fotografie 10x15 grazie ad un sistema di stampa con trasferimento termico a sublimazione di colore, raggiunge la risoluzione di 300x300 dpi e garantisce 256 livelli di colore (profondità colore di 24 bit).
Le stampe sono garantite da Canon per un periodo pari a 100 anni e dispongono di una finitura che le protegge dai liquidi.


Con un cavo USB (non in dotazione) è possibile collegarla ad un pc e disattivando tutti gli strumenti di "ottimizzazione dell'immagine" (Luminosità, Regolazione del colore , Uniformità della pelle, My Colors, Correzione occhi rossi ecc ecc) è possibile ottenere una stampa quasi "neutra".
Purtroppo Canon non distribuisce un profilo colore ufficiale (ICC) per questa stampante ma ho trovato online un volenteroso signore tedesco che ne ha creato uno e lo vende al prezzo di 8 euro.
Pur non conoscendolo mi sono fidato e l'ho acquistato.
Ho inserito il profilo colore nel mio pc (sottolineo che dispongo di un monitor di buona qualità e calibrato) e l'ho dato in pasto a Lightroom.
Che dire, oggi ho eseguito una decina di stampe e, in tutta sincerità, le foto che ho ottenuto mi soddisfano al 100%.
Naturalmente per ingrandimenti e stampe professionali occorre rivolgersi altrove ma questa piccola stampante permette di chiudere il processo fotografico (scatto, sviluppo e stampa) in piena autonomia e con ottimi risultati.

Carta ed inchiostro vengono venduti insieme e, considerando il kit più economico, il costo per ogni singola stampa si aggira intorno ai 32 centesimi. Non è poco perchè, online, esistono servizi che possono stampare fotografie della medesima dimensione ad un terzo del prezzo ma la soddisfazione che dà l'autosufficienza non ha prezzo (ovviamente il giorno in cui avrò la necessità di stampare un numero considerevole di foto mi rivolgerò a tali servizi).

Se nei prossimi giorni non avrò motivi per ricredermi dal mio punto di vista la Canon Selphy (con il profilo colore del tedesco) è promossa a pieni voti.

Ps : dalla prova colore risulta evidente che la stampante non è in grado di riprodurre la totalità dei colori visibili a schermo, quindi per ogni stampa è necessario valutare il miglior intento di rendering, tra percettivo e relativo.
L’intento di rendering determina in che modo i colori vengono convertiti da uno spazio colore a un altro.
Percettivo mantiene le relazioni visive tra i colori in modo che siano percepiti come naturali dall’occhio umano, anche se i valori effettivi dei colori cambiano. Questo intento è indicato per le immagini con molti colori saturi e fuori gamma.
Relativo confronta la luce più estrema dello spazio cromatico di origine con quella dello spazio di destinazione e converte tutti i colori di conseguenza. I colori fuori gamma vengono scostati e sostituiti con i colori riproducibili più vicini nello spazio di destinazione. Questo intento permette di conservare meglio i colori originali rispetto all’intento Percettivo.

Fonte : https://helpx.adobe.com/it/lightroom/help/develop-module-options.html

Ogni immagine ha determinati colori (gamut dell’immagine) e ogni periferica può riprodurre determinati colori (gamut della periferica).
Se tutti (o quasi tutti) i colori dell’immagine sono compresi nel gamut della periferica, il miglior intento di rendering è il colorimetrico relativo. Infatti questo intento di rendering riproduce esattamente i colori in gamut e approssima quelli fuori gamut. Ma in questo caso quelli fuori gamut non ci sono, o sono pochi, dunque la riproduzione è esatta.
Il colorimetrico relativo riproduce il bianco di origine con il bianco di destinazione, simulando il comportamento dell’occhio.
Se invece molti colori sono fuori gamut, il colorimetro non è adeguato e conviene usare un intento percettivo.

Fonte : http://www.boscarol.com/blog/?p=9785