17.11.17

Lo Sguardo e l'Ombelico


"Lo sguardo e l'ombelico" - Incontri sul'evoluzione della fotografia nel terzo millennio, a cura di Giovanni Cecchinato. Nel presente video, il fotografo Efrem Raimondi parla di sè e del mondo della fotografia, tra presente, passato e futuro.

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Fonte : fondazionefotografia.org

Inizia a fotografare organicamente nel 1983.

Ha pubblicato per diverse riviste italiane e internazionali, tra le quali: Stern, GQ, Rolling Stone It, Vanity Fair It, Interni, Abitare, Grazia, Domus, NOVA.
Ha collaborato con diverse aziende quali: Cassina, IBM, Trussardi, Prada, EMI Records.
Famosi i suoi ritratti a personaggi della cultura, dell’arte, della politica e dello spettacolo.
Al ritratto affianca un lavoro di ricerca artistica sul paesaggio.
Sue opere sono state esposte in diverse Gallerie e Musei, quali: Galleria il Diaframma, La Triennale di Milano, Accademia Carrara Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo di Arte Contemporanea Pecci di Prato, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.
Nel 2012 ha pubblicato, con Toni Thorimbert, il libro TABULARASA per Mondadori: 27 anni di fotografia con Vasco Rossi.
É stato membro, unico italiano, dell’Hasselblad Master Jury.


14.11.17

9.11.17

Fotografare conviene?



Altro interessante video del bravissimo Tony Miroballo ( instagram ) al quale allego questo testo di Simona Guerra :

Quando valgono le nostre fotografie? Chiedercelo è normale; rispondere è più complesso soprattutto perché il termine valore ha molti significati e il primo che gli viene dato, di solito, è quello economico.
Forse potremmo iniziare con il precisare la domanda; correggerla un po’ in modo da capire cosa intendiamo.
Potremmo ad esempio volerci domandare che valore ha da un punto di vista di soddisfazione e gratificazione intima il gesto creativo che abbiamo compiuto. Oppure potremmo domandarci che valore ha da un punto di vista comunicativo, attinente al far sapere e al dire agli altri. Forse ci interessa il suo valore sociale, o didattico, o quello relativo al quadro contemporaneo generale. Assieme a queste, ovviamente, una domanda potrebbe riguardare anche il valore commerciale.
Insomma: il punto di vista da cui guardiamo le cose fa anche qui la differenza e il “Se lo mettessi in vendita quanto vale” è solo una delle possibilità.
Riguardo al valore intimo, più personale delle nostre opere, ho l’impressione che il pensiero occidentale, che fa tutto con la logica del denaro, sia così tanto inquinato che quando rispondiamo a questa domanda teniamo comunque e sempre un po’ conto di quanto vale, tradotto in soldi, la nostra arte.
Ma se il valore intimo, di soddisfazione e gratificazione del fare è condizionato dal pensiero che la nostra opera potrebbe avere pochi o nessun acquirente se fosse messa sul mercato, è fuorviante. Avvilente.
Vivere male il pensiero che all’infuori che per me quel che faccio non vale niente può far diventare quasi doloroso il creare, fotografare, scrivere.
Per questo il concetto di necessità è così centrale nell’arte; perché esula da agenti esterni, perché non si cura del giudizio altrui e produce a prescindere da qualsiasi cosa.
La domanda più importante per una Fotografia Consapevole è che valore ha quel che faccio in termini d’urgenza.

Perché in tal caso se non c’è molta urgenza, non c’è nemmeno molto valore.